30 commenti su “Ricordi di tempi passati

  1. RICORDATI DI RICORDARE

    di Fausto Corsetti

    Facilmente si accumulano cose, pensieri, esperienze, incontri, persino persone. Con facilità si prende e si lascia, si conosce e si dimentica, si incontra e si abbandona. Facilmente si volta pagina.
    I nostri giorni, però, hanno suoni e colori che si ascoltano e si osservano in modo sempre speciale: sono diversi, non tutti hanno lo stesso valore, non tutti durano allo stesso modo.
    Ci sono eventi che costringono a lasciare tutto, anche ciò che si custodiva con attenzione gelosa, e a ricominciare, a ripartire, a rifare tutto da capo.
    Nulla nasce dal caso e ogni accadimento è richiamato da qualcosa che lo precede, allo stesso modo in cui l’onda spumeggiante che si avvolge sull’arena cristallina, il più innanzi possibile, è solo il risultato finale, ultimo, appunto, di una lunga serie di altre spinte, iniziate lontano, chissà dove, provocate da chissà quale remota e dimenticata causa.
    Ad ascoltare, attentamente, anche dentro al ritmo profondo della vita interiore si affollano una infinità di suoni, emozioni, pensieri, ricordi che riemergendo di tanto in tanto, chiedono di essere meglio riconosciuti, fissati nella memoria, espressi in modo più consapevole, accolti con più chiara lucidità. Non si smarriscono. Riaffiorano come un richiamo, come un profumo che rende presente, inspiegabilmente, un’emozione, un posto, una persona.
    E così, nei momenti più impensati, non è difficile che accada di riuscire ad ascoltare e riconoscere emozioni vissute molto tempo addietro come se accadessero nel preciso istante in cui si è presenti in un oggi totalmente nuovo e diverso, persino lontano.
    Tutto, comunque, conserva una verità e credibilità che cancella qualsiasi distanza, anche temporale, e si ha l’impressione di essere tornati in una realtà che pensavamo mai più recuperabile. Eppure ritorna, si fa presente.
    Un tocco di musica in una via deserta che fluisce, improvvisa da una finestra sconosciuta, un leggero profumo, appena accennato, un suono, una voce, un volto sfuggente per strada, una foto ingiallita, un colore, un sapore ed è subito… un ricordo.
    Magia dei ricordi: tutto ciò che non possiamo più tenere con noi stessi nell’oggi che ci è donato, comunque ci appartiene e abita spazi che niente e nessuno potrà mai strapparci. Tutto se ne può andare, ma tutto può restare dentro noi stessi.
    Rimarrà tutto e soltanto ciò che sarà stato avvolto e custodito tra fasce di meraviglia e gratitudine. Resterà come una novità capace di riportare luce e voglia di vivere in tutto ciò che sarà stato accolto e non posseduto, lasciato e non smarrito, goduto e non dimenticato.

  2. Lucio Dalla cantava, “e intanto un mistico forse un aviatore invento’ la commozione, che rimise d’accordo tutti, i belli con i brutti, con qualche danno per i brutti che si videro consegnare un pezo di specchio, cosi’ da doversi guardare…”. Cambiao “brutti” con “i poveri”, “la gente comune”. Il pezzo di specchio che ci hanno consegnato e’ lo smartphone 🙂

    “Andiamo in spiagge organizzate e devi rispettare i limiti, e qui, ci hanno fregato gli spazi”. Mirna, ricordo quando trascorrevo con la famiglia un mese in pineta, con il mare a cinquanta metri da noi. Ed altre tende, era praticamente un villaggio, e la sera da tutte le tende venivano alla nostra, io ed i miei fratelli animavamo le serate con chitarra, barzellette e canti. E la canzone di Amalia Rodriquez che dice invece “quattro note di chitarra, cose morte”

    . Abbiamo voluto di più ma abbiamo ottenuto di meno”. E la canzone di Dalla che dice ancora, “…(“il potere”) ha innalzato il povero ad un ruolo difficile da mantenere, poi lo lascio’ cadere, a piangere e urlare: “sono in mezzo al mare..come e’ profondo il mare…”

    “Abbiamo ottenuto un smartphone per parlare con il mondo, e qui, ci hanno fregato la voglia di stare insieme. Io me la ricordo la felicità, rimaneva a te, sulla pelle, e non aveva nessuna password..”- che si videro consegnare, un pezzzo di specchio cosi’ da potersi gaurdare, come e’ profondo il mare..”.
    “Smartphones”, “computers”, “noccioline”, “caramelle”, tutto ci viene dato, ma solo per un motivo: la gente -noi, le masse-, e’ solo “carne da macello”, “oggetto di commercio”, siamo gli “zeri” che si mettono a seguire il capo o il governo di turno che vale solo “uno” ma che con i consensi di ciqneu zeri diventa “centomila”, come dice la poesia “nummeri”, di Trilussa. E allora? Se fossimo capaci, ma non lo siamo,smetteremmo di comprare smartphones e altre cose che- inventate da decenni, ma a noi nascoste fino a che…- ci vengono date quando il commercio e le Lobby dicono “ora possiamo darle alle masse, ci tornera’ comodo”. Eh, raga’, e’ cosi’. Ciao Mirna 🙂

    Marghian

  3. Bella la foto, mi ricorda le mie vacanze da bambino, con l’automobile stipata in ogni centimetro cubo, e la bagagliera sopra che rendeva l’auto pesante e l’andatura lenta.
    Niente aria condizionata, ma la felicità di andare al mare era impareggiabile.

  4. Me li ricordo quei tempi, eccome se me li ricordo!
    PS: dall’anno scorso ho ricominciato a mandare le “famose” cartoline… decisamente più apprezzate (da chi le ha ricevute) degli SMS.

    • Io ne ho inviate qualche anno fa ai colleghi di lavoro, peccato che tornata dopo una settimana le cartoline non fossero ancora arrivate…..alla fine le ho ritirate io dal postino 😉 e poi correre a dire è arrivata la mia cartolina

  5. Spedivamo venti, trenta, quaranta cartoline, una diversa dall’altra, anche se andavano a persone che abitavano a indirizzi diversi e avremmo potuto spedirle tutte uguali.
    Io ne ho scatole piene, me le mandavano tutti perché sapevano che collezionavo cartoline e francobolli.
    Ciao Mirna, buona serata

      • Erano bei tempi, molto bei tempi. Eravamo molto più giovan, questo e’ vero. Ma sapete che vi dico Silvia e Mirna? Quando capita-raramente, ma capita…- di trovarmi in un ambiente come “allora” (una serata? Un pranzo al mare? Quello che e’…-) , ripeto, e’ rarissimo, ma quando mi capita, sento quasi lo spirito di quei tempi. Il grave e’ infatti che sono cambiate le situazioni, Lo vedo dalla piazza del mio paese, e lasciando stare i riferimenti personali vale anche per le altre piazze. Anni fa, un mare di gente che vi passeggiava, ^giovani e azniani. Oggi quasi nessuno. E’ cambiata proprio la vita, la gente, i rapporti umani- trascurati.- … ciao 🙂

        • Quello della piazza è un discorso che mi fa piacere, gli anziani della mia città si lamentano in continuazione che il centro è morto, ma non è caua del sindaco o dei negozi che chiudono…i giovani d’oggi preferiscono stare al pc o dentro ai centri commerciali 🙂 notte Marghian

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...