31 commenti su “LA NOTTE IN CUI GLI ANIMALI ‘PARLANO’

  1. A dire proprio la sacrosanta e un po’ sconcertante verità, stasera Gattamatta ha assunto espressioni molto eloquenti quando per esempio voleva farmi capire di proteggerla dal freddo glaciale che si è improvvisamente abbattuto su di noi. Il suo miagolio era quasi un canto.
    Grazie cara Mirna di questo bellissimo ed illuminante post.
    Buonanotte, Piero🙂

  2. cara mi
    bellissimo questo post…non ne conoscevo la storia veramente…
    poi hai nominato grosseto che è la città di una mia cara amica che vedo poco ma a cui sono legata…e m’è venuta nostalgia:)
    ti auguro una dolcissima notte

  3. Sant’Antòni dal pursèl. Fino a una qundicina di anni fa’, quando il parroco era italiano, faceva il giro di stalle e porcilaie per la benedizione. Alla sera poi c’era una cena nei locali della parrocchia a base di “stracotto di somarina”. In genere andavano i contadini uomini (retrogradi!)
    In tutte le stalle c’era un’immagine del santo, spesso in terracotta. Adesso non credo proprio. Nelle vecchie stalle sono state rubate per chi le colleziona.
    Da noi c’era anche la tradizione della zuppa di fave. Forse la mangiavano le donne che non erano invitate alla cena!

  4. si è una bellissima festa la cui tradizione è molto viva anche in molti paesi della campania coi i tradizionali fuochi , anche enormi pire di legna poi con la benedizione degli animali. Queste tradizioni sono le nostre radici il sale della nostra terra è sempre molto bello riviverle

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