poesia

io sono quella…..

Io sono quella che cantano i poeti,
l’inesauribile sorgente dove palpita il genio,
l’apparizione, la madonna, l’egeria,
quella che suscita il sogno,
che purifica l’acqua torbida,
io sono la cavità, la matrice,
la fontana da dove sgorga il verso trionfante,
dove risuona l’immagine di musica;
io son o quella che partorisce,
che è materna,
quella che incanta,
l’onnipresente.
Gli uomini mi piangono e mi desiderano,
i poeti mi gridano e mi sospirano,
tutti mi portano alle stelle…
Ma io non vengo ascoltata.
Io sono parlata ma non parlo,
sono scritta ma non scrivo,
io sono dipinta, ritratta, scolpita,
il pennello e lo scalpello mi sono estranei.
Nessuno ascolta le mie grida silenziose,
nessuno vede la mia bocca spalancata e muta,
le mie dita contratte,
le mani aperte,
le mie lacrime di pietra,
il mio cuore straziato.
Io sono quella che non ha linguaggio,
quella che non ha volto,
quella che non esiste.
…la donna…

Nella donna c’era un sogno…Canzoniere femminista, a cura di M. Bacchetti, Moizzi, Milano 1976

ricorrenze

otto marzo

caffè otto marzo8 MARZO

Se pensiamo alla mimosa

non pensiam la stessa cosa.

Io non penso alla cenetta

né alla torta, né alla fetta.

Penso a chi ha dato tanto

con gran gloria e grande vanto.

E’ un ricordo doloroso

e non giorno di riposo

Ricordiamo chi ha pagato

e con morte ci ha onorato.

Ariella Rossi